Quasi nessun altro libro ha una reputazione così oscura come il *Malleus maleficarum*. Il *Malleus maleficarum* è considerato il manuale dei cacciatori di streghe, l’incarnazione della misoginia e della tortura, nonché il catalizzatore di una delle epoche più buie dell’Europa. Ma quasi nessun’altra opera è avvolta da così tanti miti. Era un codice legislativo ufficiale della Chiesa? È stato proprio lui ad accendere i roghi? E risale davvero al «medioevo oscuro»?
Ecco cosa vi aspetta in questo articolo
- L’essenziale in breve
- Chi scrisse il «Martello delle streghe»? Autore, epoca e contesto
- La bolla sulle streghe del 1484: benedizione papale o abile stratagemma?
- Struttura del *Malleus maleficarum*: tre libri, una strategia
- L’immagine della donna e l’odio verso le donne nel *Malleus maleficarum*
- Diffusione e influenza: un bestseller dalle conseguenze significative
- Miti e fatti sul *Malleus maleficarum*
- Critiche ieri e oggi
- Domande frequenti sul *Malleus maleficarum*
- Conclusione: un libro pericoloso, ma non l’unico responsabile
Tempo di lettura: circa 10 min.
In questa analisi dei fatti esaminiamo attentamente: chi ha scritto il libro, cosa contiene effettivamente, quanto sia stata grande la sua influenza – e in quali punti le rappresentazioni popolari siano ancora oggi errate.
L’essenziale in breve
- Il Martello delle streghe fu redatto nel 1486 e pubblicato per la prima volta a Spira a cavallo tra il 1486 e il 1487. L’autore principale è il domenicano Heinrich Kramer, in latino Henricus Institoris.
- Se il suo confratello Jakob Sprenger abbia effettivamente collaborato alla stesura è oggetto di controversia tra gli studiosi.
- Il libro non era un testo ufficiale di diritto canonico. Kramer lo precedette con una bolla papale del 1484, dando così l’impressione di un’approvazione ecclesiastica.
- In tre parti, l’opera intende dimostrare l’esistenza delle streghe, descrive le loro presunte azioni e fornisce istruzioni per i processi, gli interrogatori e la tortura.
- Il «Martello delle streghe» ebbe grande influenza, soprattutto nell’area di lingua tedesca, ma non fu l’unico responsabile della caccia alle streghe. Il culmine di quest’ultima si ebbe solo decenni dopo la sua pubblicazione.
Chi scrisse il «Martello delle streghe»? Autore, epoca e contesto
Heinrich Kramer, alias Institoris
Heinrich Kramer nacque intorno al 1430 a Schlettstadt, in Alsazia, ed entrò nell’Ordine dei Domenicani già da giovane. Nel 1479 papa Sisto IV lo nominò, su sua richiesta, inquisitore per la Germania settentrionale. Kramer era un uomo ossessionato: vedeva ovunque sette di streghe all’opera e dichiarava senza esitazione eretici coloro che nutrivano dubbi. In seguito si vantò di aver portato in tribunale più di 200 streghe. Morì intorno al 1505 a Kremsier, in Moravia.
La debacle di Innsbruck
Nel 1484 Kramer entrò in scena a Ravensburg come cacciatore di streghe; lì, su sua iniziativa, due donne furono bruciate sul rogo. Un anno dopo tentò la stessa cosa a Innsbruck, che all’epoca apparteneva alla diocesi di Bressanone. Circa 50 persone, per lo più donne, finirono sotto sospetto, sette furono incriminate. Ma il processo si trasformò in un fiasco. Una commissione istituita dal vescovo di Bressanone Georg Golser riscontrò gravi vizi procedurali; alle donne fu assegnato un difensore e alla fine furono assolte. Kramer dovette lasciare il Tirolo. Il vescovo lo considerava diventato «infantile» a causa dell’età.
Proprio questa sconfitta è considerata la causa diretta della stesura del «Martello delle streghe». Kramer voleva dimostrare di avere ragione e fornire ai suoi avversari un manuale a cui nessun giudice avrebbe più potuto sottrarsi. Nel dicembre 1486 l’opera era pronta.
E Jakob Sprenger?
Su molte edizioni compare un secondo nome: Jakob Sprenger (1435–1495), domenicano e teologo all’Università di Colonia, dove fu anche decano. Tuttavia, compare come coautore a pieno titolo solo in un’edizione del 1519 – più di 20 anni dopo la sua morte. Se abbia effettivamente contribuito alla stesura è oggetto di controversia. Lo storico Joseph Hansen riteneva errata la coautorialità, mentre altri ricercatori considerano minimo il contributo di Sprenger. Christopher S. Mackay, invece, ipotizza che Sprenger abbia contribuito a parti del primo libro, quello teorico. L’unica certezza è che la mente dietro l’opera era Kramer.
Il contesto
La fine del XV secolo fu un’epoca turbolenta. La paura dell’eresia, delle epidemie, dei raccolti scarsi e delle tensioni sociali creò un clima in cui si cercavano i colpevoli. La stampa aveva appena qualche decennio di vita – e si sarebbe rivelata un potente amplificatore.
La bolla sulle streghe del 1484: benedizione papale o abile stratagemma?

Spesso si legge che la bolla papale «Summis desiderantes affectibus» abbia dato il via al «Malleus Maleficarum» o addirittura lo abbia avallato. Entrambe le affermazioni non sono esatte.
- La bolla fu emanata il 5 dicembre 1484 da papa Innocenzo VIII. Kramer stesso l’aveva richiesta, poiché i rappresentanti ecclesiastici locali gli avevano negato il sostegno, e a tal fine aveva presentato un testo al papa.
- La bolla confermava Kramer e Sprenger come inquisitori e menzionava espressamente le province ecclesiastiche di Magonza, Colonia, Treviri, Salisburgo e Brema. In sostanza, regolava le competenze: non era un trattato dottrinale sulle streghe.
- La bolla non menzionava il *Malleus Maleficarum* stesso, poiché questo fu scritto solo in seguito.
- Kramer antepose il testo della bolla al suo libro. Si creò così l’impressione che l’intera opera fosse stata approvata dal Papa – una mossa abile, ma fuorviante.
- A ciò si aggiunse un presunto consenso della Facoltà di Teologia dell’Università di Colonia del 1487. La sua autenticità è fortemente contestata; almeno due dei teologi citati negarono in seguito di aver dato il proprio consenso.
Il *Malleus maleficarum* non ha mai ottenuto un riconoscimento ufficiale secondo il diritto canonico. L’Inquisizione spagnola esaminò l’opera nel XVI secolo e la ritenne inadatta: l’autore, secondo il giudizio, poteva sbagliarsi in tali questioni proprio come chiunque altro.
Struttura del *Malleus maleficarum*: tre libri, una strategia
L’opera, di circa 700 pagine e redatta in latino, segue uno schema chiaro: dapprima vengono confutati gli scettici, poi viene descritta l’entità della minaccia e, infine, vengono fornite le istruzioni per un intervento severo.
Libro I: la stregoneria esiste davvero
La prima parte raccoglie argomenti teologici per dimostrare l’esistenza di streghe, demoni e patti con il diavolo. Kramer fa riferimento alla Bibbia, a dottori della Chiesa come Agostino e Tommaso d’Aquino e ad antiche dottrine sui demoni – che tuttavia interpreta spesso in modo molto libero. Il suo messaggio: chi nega ostinatamente l’esistenza delle streghe è a sua volta sospettato di eresia. La stregoneria viene dichiarata una cospirazione eretica con il diavolo.
Libro II: Ciò che le streghe presumibilmente provocano
La seconda parte è un catalogo dell’orrore: incantesimi meteorologici e grandine, raccolti rovinati, bestiame malato, sterilità e impotenza, danni ai bambini, rapporti sessuali con i demoni. Molti casi provengono dai procedimenti giudiziari condotti dallo stesso Kramer e quindi da dichiarazioni ottenute sotto pressione o con la tortura. Inoltre, il libro elenca i rimedi ecclesiastici contro la magia nera. Per i lettori dell’epoca, questa parte divenne un catalogo di indizi che permetteva di sospettare la presenza di una strega dietro ogni sventura.
Libro III: Processo, interrogatorio e pena
La terza parte è rivolta ai giudici ecclesiastici e secolari. Spiega passo dopo passo come deve svolgersi un processo alle streghe:
- Avvio del procedimento sulla base di voci, cattiva reputazione o denunce
- Gestione dei testimoni e valutazione delle prove
- Presupposti e svolgimento della tortura, sebbene i metodi concreti vengano solo accennati
- Inganno degli imputati, ad esempio con la promessa di non essere giustiziati in caso di confessione
- Pena di morte, di norma tramite rogo, come punizione per le streghe condannate
L'immagine della donna e il misoginismo nel Malleus Maleficarum

Nessun aspetto del libro è così famigerato come la sua visione delle donne – e in questo caso le accuse reggono a un esame approfondito. Il «Martello delle streghe» descrive la stregoneria prevalentemente come un crimine femminile e lo giustifica con una lunga lista di presunte debolezze:
- le donne sarebbero più credulone, più influenzabili e mentalmente più deboli degli uomini.
- Sarebbero animate da una brama insaziabile e quindi particolarmente vulnerabili al diavolo.
- Kramer fornisce persino un'etimologia inventata: «femina» (donna) deriverebbe da «fe» (fede) e «minus» (meno) – la donna avrebbe quindi per natura meno fede.
- Come giustificazione ricorre anche a racconti biblici come il peccato originale.
Le concezioni misogine erano piuttosto diffuse nella teologia di quel tempo. Il «Martello delle streghe», tuttavia, le esacerba in modo particolarmente radicale. Proprio per questo oggi è un testo fondamentale per la ricerca sulla storia della misoginia.
Diffusione e influenza: un bestseller dalle conseguenze significative
La stampa rese il «Malleus» uno dei primi best seller. Fino al 1520 circa ne furono pubblicate circa 13 edizioni. Dopo una lunga pausa, a partire dal 1574 seguirono ulteriori edizioni, per un totale di circa 29 fino al 1669. Il libro fu stampato, tra l’altro, a Spira, Norimberga, Colonia, Francoforte sul Meno e Lione.
Il libro ebbe il maggiore impatto nell’area di lingua tedesca, dove veniva utilizzato anche nei tribunali secolari. In Spagna, Portogallo e Italia, dove le Inquisizioni si concentravano soprattutto sull’eresia, ebbe un ruolo decisamente minore.
Importante per contestualizzare: le grandi ondate di persecuzioni arrivarono solo decenni più tardi. La caccia alle streghe raggiunse il suo apice all’incirca tra il 1560 e il 1630, in particolare nel Sacro Romano Impero. Le cause erano molteplici: crisi climatiche e cattivi raccolti dovuti alla Piccola Era Glaciale, conflitti religiosi, il sistema giuridico, i rapporti di potere locali e le dispute tra vicini. Il «Martello delle streghe» fornì argomenti e regole procedurali a tal fine, ma fu solo uno dei tanti fattori.
Miti e fatti sul «Martello delle streghe»
| Mito | Cosa c’è di vero |
|---|---|
| «Il Martello delle streghe era il manuale ufficiale della Chiesa.» | Falso. Era uno scritto privato di un inquisitore, non è mai entrato a far parte del diritto canonico ed era già controverso ai suoi tempi. |
| «Il Papa ha approvato il libro.» | Falso. La bolla del 1484 fu emanata prima del libro e ne definiva le competenze. Kramer la utilizzò come strumento di propaganda. |
| «Senza il Martello delle streghe non ci sarebbero state le persecuzioni delle streghe.» | Sbagliato. I processi alle streghe esistevano già prima e la persecuzione aveva molte cause. Il libro, però, li ha alimentati. |
| «La caccia alle streghe fu un fenomeno del Medioevo oscuro.» | Falso. Il culmine si ebbe nell’età moderna, all’incirca tra il 1560 e il 1630. |
| «Milioni di donne furono bruciate sul rogo.» | Sbagliato. Gli studi stimano che in Europa ci siano state tra le 40.000 e le 60.000 esecuzioni. |
| «Ne furono colpite solo le donne.» | Sbagliato. Circa il 75-85 per cento degli accusati erano donne, ma in alcune regioni, come l’Islanda o l’Estonia, erano prevalentemente uomini. |
| «Il Malleus Maleficarum ebbe la stessa importanza in tutta Europa.» | Sbagliato. La sua influenza era maggiore nell’area di lingua tedesca, mentre in Spagna, Portogallo e Italia era nettamente inferiore. |
Critiche allora e oggi

Già i contemporanei di Kramer lo guardavano con occhio critico – come dimostra non da ultimo la debacle di Innsbruck. In seguito le voci si fecero più forti: nel 1631 il gesuita Friedrich Spee pubblicò in forma anonima la sua «Cautio Criminalis», una dura critica alla tortura e ai metodi processuali utilizzati nella caccia alle streghe. In qualità di cappellano aveva accompagnato i condannati nel loro ultimo viaggio ed era convinto che sotto tortura quasi chiunque confessasse qualsiasi cosa. Intorno al 1700, studiosi come Christian Thomasius finirono per negare in linea di principio l’esistenza stessa delle streghe e dei patti con il diavolo.
Oggi la storia, la storia del diritto, la teologia e gli studi di genere studiano congiuntamente il «Martello delle streghe». Nei romanzi, nelle serie televisive e nei videogiochi, esso compare spesso come il manuale di tortura per eccellenza. Gli storici, invece, esortano a distinguere tra mito ed effetti documentati e a prendere sul serio le differenze regionali nei processi alle streghe.
Domande frequenti sul «Malleus maleficarum»
Il *Malleus maleficarum* è mai stato parte del diritto canonico ufficiale?
No. Non esistono né decreti conciliari né decreti papali che abbiano dichiarato vincolante il *Malleus maleficarum*. Singoli giudici e inquisitori lo utilizzavano come opera di consultazione, ma non ha mai ricevuto un riconoscimento ufficiale né ecclesiastico né laico.
Quando è stato pubblicato il *Malleus maleficarum*?
Kramer completò l’opera nel dicembre 1486; la prima edizione a stampa uscì a Spira a cavallo tra il 1486 e il 1487. Oggi si ritiene che il tipografo fosse Peter Drach. Le indicazioni più antiche, come quella del 1489, sono errate.
È possibile leggere il «Martello delle streghe» oggi?
Sì. Si consiglia la nuova traduzione tedesca commentata di Wolfgang Behringer, Günter Jerouschek e Werner Tschacher, pubblicata dalla casa editrice Deutscher Taschenbuch Verlag. La traduzione più vecchia di J. W. R. Schmidt, risalente al 1906, è considerata errata dagli studiosi. In inglese è disponibile un’edizione critica con traduzione di Christopher S. Mackay (Cambridge University Press). Vale la pena procurarsi un’edizione commentata, poiché molti termini e argomenti sono difficilmente comprensibili senza spiegazioni.
Quale ruolo hanno svolto gli uomini nella caccia alle streghe?
Sebbene il «Martello delle streghe» metta al centro le donne, anche gli uomini ne furono coinvolti. In tutta Europa, circa il 15-25 per cento degli accusati erano uomini; in Islanda, Finlandia, Estonia o Russia costituivano addirittura la maggioranza. La pratica locale si discostava quindi spesso in modo significativo dal testo.
Quante persone morirono durante le persecuzioni delle streghe?
La ricerca stima che il numero delle esecuzioni in Europa sia compreso tra circa 40.000 e 60.000. A queste si aggiungono le persone morte in carcere o vittime di linciaggi. I «milioni» spesso citati sono un mito.
Perché le streghe e i processi alle streghe affascinano ancora oggi?
I processi alle streghe toccano temi senza tempo: l’abuso di potere, la ricerca di capri espiatori, la paura dello straniero e la misoginia. Il «Martello delle streghe» è il simbolo di ciò che accade quando i pregiudizi diventano metodo – anche se i dettagli storici nella cultura popolare sono raramente corretti.
Conclusione: un libro pericoloso, ma non l’unico responsabile
Il «Martello delle streghe» è un documento terrificante: misogino, fanatico e concepito come manuale per la persecuzione. Tuttavia, non era né diritto canonico ufficiale né l’unico fattore scatenante della caccia alle streghe. Chi vuole comprenderlo deve vederlo per quello che era: l’opera di un inquisitore fallito che, con l’aiuto della stampa, riuscì a farsi sentire in un’epoca piena di paura e crisi.
Proprio per tutti coloro che fanno rivivere la storia nei mercatini medievali, nelle rievocazioni storiche o nel LARP, vale la pena dare uno sguardo più attento. Perché la vera storia è più complessa – e spesso più avvincente – di qualsiasi mito.
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