Scarpe rinascimentali
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Scarpe rinascimentali: scarpe a becco di vacca, scarpe con cinturini e stivali con risvolto – una panoramica
Scarpe a becco di vacca, scarpe con cinturini, stivali con risvolto: le calzature rinascimentali sono tra le tendenze di moda più significative del XVI secolo e oggi sono parte integrante di qualsiasi abito storico di quell'epoca. Che si tratti di rievocazioni storiche, mercatini medievali o LARP: qui troverai oltre 200 modelli che si adattano stilisticamente e artigianalmente al primo periodo moderno – dai semplici zoccoli a partire da 18 € fino agli stivali con gambale realizzati con cura.
Cosa sono le scarpe rinascimentali? Panoramica di forme e stili

Con il termine "calzature rinascimentali" si indicano le calzature del periodo compreso tra il 1480 e il 1620 circa, ovvero il passaggio dal tardo Medioevo all'inizio dell'età moderna. In questa epoca si verificò un netto cambiamento di stile: le scarpe lunghe e a punta del tardo Medioevo lasciarono il posto a forme più larghe e arrotondate. Tre tipi di scarpe caratterizzarono in modo particolare l'immagine dell'epoca:
- Scarpa a muso di vacca – larga e arrotondata nella parte anteriore, ricorda visivamente il muso di una vacca; la calzatura più iconica del Rinascimento
- Scarpa con cinturini – diversi cinturini di cuoio vengono fatti passare sul dorso del piede e allacciati o fissati con fibbie
- Stivali a risvolto – stivali a gambale alto, la cui parte superiore viene risvoltata verso l’esterno; tipici dei mercenari e dei viaggiatori del XVI secolo
Oltre alle calzature in pelle, nella vita quotidiana venivano utilizzati anche gli zoccoli (Trippen): zoccoli in legno di pioppo con un ampio cinturino in pelle, che proteggevano il piede dai terreni umidi e dallo sporco. Sono in uso dal tardo Medioevo fino a gran parte del Rinascimento e sono particolarmente adatti per l’attività di mercato. Con l'avvento delle calzature barocche – a partire dal 1620 circa – torna in auge una punta più affusolata, spesso abbinata a tacchi alti.
La scarpa a becco di vacca – la calzatura più iconica del Rinascimento
Cosa sono le scarpe a becco di vacca? La scarpa a becco di vacca – chiamata anche a becco d’anatra, a becco di bue o a corno – è una forma di scarpa con una punta larga e arrotondata nella parte anteriore, che ricorda effettivamente il muso di una vacca. Storicamente, queste scarpe fecero la loro comparsa intorno al 1490 e vissero il loro periodo di massimo splendore tra il 1510 e il 1550, in particolare in Germania e nelle Fiandre.
Ciò che rende le scarpe a muso di mucca così interessanti è che non erano un segno distintivo di un singolo gruppo, ma venivano indossate sia dai lanzichenecchi che dalla borghesia e dalla nobiltà – una diffusione trasversale in tutti gli strati sociali. In questo si differenziano fondamentalmente dalla scarpa a becco del tardo Medioevo, la cui lunghezza era rigorosamente regolata in base al ceto sociale.
Per la loro produzione veniva solitamente utilizzata pelle di bovino conciata al vegetale, mentre le suole erano spesse e resistenti. Le scarpe a becco di vacca venivano tipicamente indossate con pantaloni alla zuava, gilet e costume da lanzone – una combinazione ben documentata nei ritratti di Albrecht Dürer e Hans Holbein.
Confronto tra i tipi di scarpe del Rinascimento
- Punta larga e arrotondata
- Documentate storicamente a partire dal 1490 circa
- Si abbinano a pantaloni alla turca e gilet
- Pelle integrale: tomaia e suola
- Colori: marrone naturale, marrone scuro, rosso cordovan, nero
- Modello base a partire da circa 55 €, Premium a partire da 140 €
- Diversi cinturini in pelle sul dorso del piede
- Eleganti, adatte anche per abiti femminili
- Molto comode da indossare, ottima tenuta
- Interamente in pelle o in pelle con suola in legno
- Colori: marrone naturale, marrone scuro, nero
- Fascia di prezzo: circa 55–110 €
- Gambale alto, risvoltato verso l'esterno
- Tipici dei mercenari e dei viaggiatori
- Copertura massima della gamba, robuste
- Interamente in pelle, tre cinturini in pelle con fibbia
- Colori: marrone naturale, marrone scuro
- Fascia alta a partire da 110 €
A completamento delle scarpe in pelle sono disponibili zoccoli in legno di pioppo con ampio cinturino in pelle. Rappresentano l'opzione più economica (a partire da circa 18 €), storicamente autentica per il mercato e la vita quotidiana e particolarmente pratica in caso di pavimenti umidi durante le rievocazioni medievali.
Scarpe rinascimentali per donne e uomini – Differenze e punti in comune

Da un punto di vista storico, gli uomini indossavano le scarpe a bocca di bue più larghe, mentre le donne preferivano modelli simili ma più semplici e meno larghi. La moda femminile delle scarpe del Rinascimento è meno documentata, poiché le gonne lunghe di solito le coprivano.
Per l'uso odierno vale quanto segue: molti modelli della gamma sono concepiti come unisex, con una gamma di taglie che va dalla 34 alla 46+. Le donne scelgono spesso scarpe con cinturini, che grazie alla disposizione dei cinturini creano un look più elegante e femminile e si abbinano bene agli abiti borghesi o di corte. Gli stivali con gambale sono adatti a entrambi i sessi nel contesto della rievocazione storica e dei mercatini: sono robusti e offrono una buona tenuta durante le lunghe giornate di evento.
L'assortimento comprende modelli del marchio proprio Vehi Mercatus e di Leonardo Carbone, in modo da poter scegliere tra diverse vestibilità, qualità di pelle e fasce di prezzo. La maggior parte dei modelli è disponibile in marrone naturale, marrone scuro, rosso cordovan e nero – tutte tonalità storicamente documentate.
La scelta giusta: scarpe rinascimentali in base all'occasione e al budget
Scarpe di legno di pioppo con cinturini in pelle e semplici scarpe con cinturini – ideali per i visitatori dei mercati, le feste in costume e gli utenti occasionali. Robuste nella vita quotidiana, facili da pulire.
Scarpe con cinturini e scarpe a punta in pelle pieno fiore – ottimo rapporto qualità-prezzo per rievocatori e giocatori di LARP che si esibiscono regolarmente. Pelle di vacchetta conciata al vegetale, suola in cuoio spessa, diverse opzioni di colore.
Stivali a gambale e scarpe a punta di vacca più elaborate per rievocatori attivi e costumi sofisticati. Realizzati con maggiore cura artigianale, più resistenti – per tutti coloro che utilizzano intensamente le proprie calzature e desiderano presentarsi in modo storicamente corretto.
Materiali e lavorazione: cosa conta nelle scarpe rinascimentali
| Materiale | Idoneità | Utilizzo |
|---|---|---|
| Pelle piena (tomaia + suola) | Storico | Scarpe a punta, scarpe con cinturini, stivaletti |
| Pelle bovina conciata al vegetale | Storico | Tomaia e suola – particolarmente traspiranti e indeformabili |
| Legno di pioppo con cinturini in pelle | Storico | Scarpe di legno per terreni umidi e attività di mercato |
| Pelle tinta a mano (in-house) | Storico | Variante effetto antico – dal marrone naturale all'effetto invecchiato |
| Pelle tinta industrialmente | LARP | Colore uniforme, variante più economica della gamma |
Un termine importante quando si acquistano scarpe storiche è la cucitura rovesciata: con questo metodo tradizionale, la tomaia viene prima cucita con il lato interno rivolto verso l'esterno, poi rovesciata – il risultato è un interno liscio senza cuciture fastidiose. Questa tecnica è storicamente corretta per il tardo Medioevo e il Rinascimento e garantisce un buon comfort.
Per la cura delle tue scarpe in pelle si consiglia di strofinarle regolarmente con grasso per pelle, soprattutto dopo l'uso in condizioni di umidità. Anche per gli zoccoli di legno vale la regola: conservarli in un luogo asciutto e trattare occasionalmente i cinturini in pelle con un prodotto specifico. Maggiori informazioni sono disponibili nella categoria Colori e grassi per pelle.
Sviluppo storico: dal tardo Medioevo al Rinascimento
Scarpe a becco – simbolo di status sociale del tardo Medioevo
Nel tardo Medioevo la punta della scarpa era un vero e proprio status symbol: più lunga era la punta (la cosiddetta scarpa a becco o Crakow), più elevato era il rango sociale. La gente comune indossava scarpe con punte corte, mentre la nobiltà e la borghesia indossavano scarpe con forme lunghe, a volte esageratamente appuntite, che dovevano essere sostenute da ricami.
Forma di transizione – il becco che si allarga
L'eccessiva lunghezza delle scarpe a becco perse popolarità. Inizialmente le punte si accorciarono, mentre la zona delle dita si allargò. Questa forma di transizione è ben documentata nelle stampe dell'epoca: un cambiamento di moda che annuncia la fine di un'era.
Scarpa a muso di vacca – inizia la controcorrente
Con l'avvento della scarpa a muso di vacca si assiste a un netto allontanamento dalla scarpa a becco. La punta larga e arrotondata diventa il nuovo ideale. I ritratti di Albrecht Dürer documentano con precisione questa forma già negli anni Novanta del XV secolo.
Il periodo di massimo splendore delle scarpe a muso di vacca
La scarpa a muso di vacca raggiunge la massima diffusione. Scarpe da campagna, da viaggio e da cerimonia seguono tutte questa forma di base ampia. Le indossavano sia i lanzichenecchi che i mercanti cittadini. Hans Holbein il Giovane le immortala in numerosi ritratti.
Transizione verso le calzature barocche
La punta torna lentamente ad essere più affusolata. Fanno la loro comparsa i tacchi, l'allacciatura si sposta. Il passaggio alle calzature barocche avviene in modo graduale fino al 1620 circa, ponendo fine all'epoca classica delle calzature rinascimentali.
Dai semplici zoccoli di legno agli stivali con gambale realizzati a mano: scegli il modello che si adatta al tuo abbigliamento e all'occasione e sfoglia l'intero assortimento di calzature medievali.
Domande frequenti
Le scarpe a muso di vacca sono un modello di calzature risalente all’inizio del XVI secolo, caratterizzate da una punta larga e arrotondata – la forma ricorda il muso di una vacca, da cui il nome. Venivano indossate a partire dal 1490 circa e conobbero il loro periodo di massimo splendore tra il 1510 e il 1550, in particolare in Germania e nelle Fiandre. Venivano indossate sia dai lanzichenecchi che dai cittadini e dai nobili, spesso abbinate a pantaloni alla zuava e al farsetto. Storicamente sono note anche come scarpe a becco d'anatra, a muso di bue o a corno.
Le scarpe a becco appartengono al tardo Medioevo (XIV-XV secolo) e si caratterizzano per una punta estremamente lunga e affusolata, la cui lunghezza corrispondeva al rango di chi le indossava. La scarpa a bocca di vacca rappresenta la tendenza opposta: a partire dal 1490 circa, la punta si accorciò e la parte anteriore fu volutamente resa più ampia e arrotondata. Entrambe le forme di scarpe sono quindi chiari indicatori dell’epoca: la scarpa a becco per il tardo Medioevo, la scarpa a bocca di vacca per il Rinascimento.
Le scarpe a muso di vacca si abbinano meglio al classico costume da lanschenico: sono storicamente ben documentate e completano stilisticamente in modo corretto i pantaloni alla turca e il farsetto. In alternativa, sono adatte semplici scarpe con cinturini in marrone naturale o marrone scuro. Gli stivali con risvolto sono più adatti per gli abiti dei mercenari o dei viaggiatori del Rinascimento. Tutte e tre le varianti sono disponibili nell'assortimento.
Le scarpe in pelle rinascimentali dovrebbero essere trattate regolarmente con grasso o balsamo per pelle, soprattutto dopo l'uso in condizioni di umidità nei mercati o durante gli eventi. Il grasso mantiene la morbidezza della pelle e la protegge dalle screpolature. Dopo la pulizia, basta lasciarle asciugare (non vicino al termosifone) e poi strofinarle. Per gli zoccoli di legno vale la regola: conservarli in un luogo asciutto e curare occasionalmente anche i cinturini in pelle.
L'assortimento copre un'ampia gamma di taglie: le scarpe con cinturini partono già dalla taglia 34, mentre gli stivali alti sono disponibili fino alla taglia 46 e in alcuni casi anche oltre. Molti modelli sono pensati come unisex, in modo che sia le donne che gli uomini possano trovare ciò che cercano nell'assortimento. La disponibilità esatta delle taglie è indicata direttamente sulla pagina del prodotto a seconda del modello.







