Ci sono imperi che sorgono e cadono. E poi c’è l’Impero Romano: un sistema politico che è durato oltre 1.200 anni, ha lasciato il segno su tre continenti e le cui tracce incontriamo ogni giorno: nei nostri ordinamenti giuridici, nell’architettura delle città europee, nelle lingue che parliamo e nelle strade che percorriamo.
Ecco cosa vi aspetta in questo articolo
- Origini e storia antica: dalla leggenda alla città
- La Repubblica: dalla città-stato alla potenza mediterranea
- Rivoluzione, guerre civili e la fine della Repubblica
- L'Impero: apogeo e dinastie
- La crisi dell'Impero nel III secolo: quasi la fine
- Tardoantico: riforme, cristianesimo e divisione dell'Impero
- Società, popolazione e vita quotidiana
- Amministrazione, economia e infrastrutture
- Cultura, lingua e diritto: ciò che rimane
- Domande frequenti sull'Impero Romano
- Conclusione: Roma non è caduta, si è trasformata
Tempo di lettura: circa 15 min.Da un piccolo insediamento sul guado del Tevere nell'VIII secolo a.C. fino alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 d.C. – e poi ancora come Impero Bizantino fino al 1453 – la storia di Roma è una delle più straordinarie dell'umanità. Questo articolo mostra come ciò sia avvenuto.
L'essenziale in breve:
- L'Impero Romano attraversò tre grandi fasi: la monarchia (753–509 a.C.), la repubblica (509–27 a.C.) e l'impero (dal 27 a.C.).
- Sotto l'imperatore Traiano, nel 117 d.C., raggiunse la sua massima estensione: circa 5-6,5 milioni di chilometri quadrati.
- La divisione dell'Impero sotto Teodosio I (395 d.C.) segnò la fine dell'unità antica: l'Occidente cadde nel 476 d.C., mentre l'Oriente sopravvisse come Impero bizantino fino al 1453.
- Al suo apice, nell'Impero vivevano circa 70-80 milioni di persone, circa un terzo della popolazione mondiale dell'epoca.
- Il latino, il diritto romano e oltre 80.000 km di strade caratterizzano l'Europa ancora oggi.
Origini e storia antica: dalla leggenda alla città
La storia di Roma inizia con una leggenda – e non è un caso. Romolo e Remo, i leggendari gemelli, avrebbero fondato la città nel 753 a.C. Questo racconto mitico, tramandato da Livio e Virgilio, è in contrasto con i reperti archeologici: sul Palatino si possono rintracciare insediamenti risalenti al X-IX secolo a.C. Latini e Sabini si insediarono qui, attratti dalla posizione favorevole presso il guado del Tevere – un passaggio naturale che consentiva sia il commercio che il controllo.
L'epoca dei re (753-509 a.C.)
La città primitiva fu governata da sette re. In particolare i sovrani etruschi – Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo – promossero l’espansione urbana e apportarono la loro maestria ingegneristica:
| Edificio | Funzione | Significato |
|---|---|---|
| Foro Romano | Centro politico | Luogo di riunione e mercato |
| Cloaca Maxima | Fognatura | Innovazione tecnica |
| Tempio di Giove | Centro religioso | Capito |
Passaggio alla Repubblica
Intorno al 509 a.C. ne era abbastanza. I Romani cacciarono Tarquinio il Superbo a causa della sua tirannia e crearono un nuovo ordine: la Repubblica. Due consoli eletti ogni anno come magistrati supremi, il Senato come organo consultivo dei Nobili, assemblee popolari (comitia centuriata, comitia tributa). Un sistema con controlli e contrappesi – almeno in teoria.
In pratica, fin dall'inizio infuriò una lotta per la distribuzione del potere. I patrizi detenevano il potere, i plebei chiedevano di partecipare. Nel 494 a.C. questi ultimi conquistarono il tribuno del popolo grazie alla marcia di secessione. La situazione delle fonti per questo periodo iniziale rimane problematica: l'opera di Livio Ab urbe condita fu scritta solo nel I secolo a.C., secoli dopo gli eventi descritti.
La Repubblica: dalla città-stato alla potenza mediterranea

Quella che segue è una delle storie di successo più sorprendenti dell'antichità. In pochi secoli, una città-stato dell'Italia centrale divenne la forza dominante dell'intero bacino del Mediterraneo.
Espansione in Italia
Il percorso fu tutt'altro che lineare. L'assalto dei Galli nel 390 a.C. – guerrieri celtici guidati da Brenno saccheggiarono la città – dimostrò la vulnerabilità di Roma. La risposta: espansione sistematica e un sofisticato sistema di alleanze.
- Guerra contro i Latini (340–338 a.C.): sottomissione degli alleati latini
- Guerre samnite (343–290 a.C.): controllo sull'Italia centrale
- Guerre di Pirro (280–275 a.C.): vittoria sul re greco Pirro
Nel 272 a.C. l'Italia centrale e meridionale era interamente sotto il controllo romano. I socii (alleati) mantenevano l'autonomia interna, ma dovevano fornire truppe – un sistema che fece crescere costantemente gli eserciti di Roma.
Le guerre puniche: la lotta per il Mediterraneo
Il nemico più pericoloso era Cartagine. Tre guerre decisero il dominio nel Mediterraneo occidentale:
- Prima guerra punica (264–241 a.C.): lotta per la Sicilia. Roma costruì per la prima volta una flotta da guerra e vinse presso le Isole Egate grazie all’innovativa tecnica del corvus (ponti d’abbordaggio che trasformavano le battaglie navali in combattimenti ravvicinati).
- Seconda guerra punica (218–201 a.C.): la leggendaria traversata delle Alpi di Annibale con 37 elefanti e la schiacciante sconfitta di Roma a Canne (fino a 50.000 morti romani) portarono l’impero sull’orlo del baratro. La vittoria di Scipione a Zama nel 202 a.C. lo salvò.
- Terza guerra punica (149–146 a.C.): Carthago delenda est. La completa distruzione di Cartagine pose definitivamente fine alla minaccia punica.
Espansione verso est
| Periodo | Periodo | Evento |
|---|---|---|
| Macedonia | 214–148 a.C. | Guerre macedoni, vittoria su Perseo |
| Impero seleucide | 190 a.C. | Vittoria su Antioco III presso Magnesia |
| Grecia | 146 a.C. | Distruzione di Corinto, provincia dell'Acaia |
| Asia Minore | 133 a.C. | Eredità del Regno di Pergamo |
Rivoluzione, guerre civili e fine della Repubblica
L'espansione ha il suo prezzo. Sorsero i latifondi, i piccoli contadini persero i mezzi di sussistenza, le rivolte degli schiavi in Sicilia testimoniavano le crescenti tensioni. A partire dalla fine del II secolo a.C., la brama di potere e la disuguaglianza sociale lacerarono la Repubblica.
I Gracchi: una riforma dal finale tragico
I fratelli Tiberio e Gaio Gracco tentarono di risolvere politicamente le fratture sociali. Tiberio (133 a.C.) voleva limitare la proprietà terriera a 500 iugera con la lex Sempronia agraria – il Senato rispose con la violenza, Tiberio fu assassinato. Gaio (123–121 a.C.) non ebbe sorte migliore: ampliò le riforme con leggi sul grano, e oltre 3.000 dei suoi seguaci persero la vita. Il precedente della violenza politica era stato stabilito.
Mario, Silla e il principio delle legioni
Gaio Mario riformò radicalmente l'esercito: ora anche i cittadini senza proprietà potevano prestare servizio. L'esercito divenne un esercito di professione – fedele al comandante che lo pagava, non al Senato.
Sulla fu il primo a dimostrarlo nell'88 a.C.: marciò su Roma con le sue legioni. La sua dittatura (82–79 a.C.) portò liste di proscrizione, in cui centinaia di cittadini venivano dichiarati fuorilegge, nonché riforme costituzionali per rafforzare il Senato. Il modello era chiaro: chi comandava le legioni poteva dominare Roma.
Cesare, il Rubicone e le Idi di marzo
Il Primo Triumvirato (60 a.C.) con Cesare, Pompeo e Crasso fu una divisione informale del potere. La guerra gallica di Cesare (58-51 a.C.) portò fama, ricchezza e veterani fedeli – a costo di circa un milione di Galli morti e prigionieri.
L'attraversamento del Rubicone nel 49 a.C. – Alea iacta est – scatenò la guerra civile. Dopo la vittoria di Farsalo nel 48 a.C., Cesare divenne dittatore a vita. Il 15 marzo del 44 a.C. fu assassinato da 60 senatori guidati da Bruto e Cassio. Le guerre civili continuarono comunque.
Augusto: la Repubblica come copertura
Il Secondo Triumvirato (43 a.C.) con Ottaviano, Antonio e Lepido eliminò gli assassini di Cesare a Filippi nel 42 a.C. La lotta di potere finale terminò nel 31 a.C. ad Azio. Nel 27 a.C. Ottaviano assunse il titolo di «Augusto» e creò una monarchia sotto le spoglie della repubblica. Era nato il Principato.
L'Impero: apogeo e dinastie
Augusto e le fondamenta dell'Impero
| Ambito | Misura |
|---|---|
| Militare | Esercito professionale composto da 28 legioni (circa 150.000 uomini) più truppe ausiliarie |
| Amministrazione | Distinzione tra province senatoriali e imperiali |
| Ideologia | Pax Augusta – Pace dopo decenni di guerra civile |
| Propaganda | SPQR – Il Senato e il popolo di Roma come un'unica entità |
Dinastie del primo Impero
Dinastia giulio-claudia (14–68 d.C.): Tiberio condusse un'amministrazione parsimoniosa ma stabile. Il breve regno di Caligola terminò nel caos. Claudio conquistò la Britannia nel 43 d.C. Dopo l'incendio di Roma nel 64 d.C., Nerone ordinò le prime persecuzioni contro i cristiani; il suo suicidio nel 68 d.C. diede inizio all'Anno dei Quattro Imperatori nel 69 d.C.
Flaviani (69–96 d.C.): Vespasiano stabilizzò l'impero e iniziò la costruzione del Colosseo. Tito assistette all'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., che seppellì Pompei ed Ercolano sotto la cenere – e che oggi ci offre uno dei più affascinanti spaccati archeologici della vita quotidiana romana. Domiziano finì come tiranno, assassinato.
Gli imperatori adottivi: il secolo d'oro di Roma
Gli imperatori adottivi (96–192 d.C.) – Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio e Commodo – portarono l’Impero al suo apice.
- Trajano estese l’Impero alla sua massima estensione: la Dacia (101–106 d.C.) con ricche miniere d’oro, la Mesopotamia (114–117 d.C.) fino al Golfo Persico – per un totale di circa 5 milioni di chilometri quadrati.
- Adriano consolidò i confini invece di espandersi ulteriormente. Il Vallo di Adriano in Britannia (122 d.C., lungo 117 km) segnava il confine settentrionale dell'Impero.
- Marco Aurelio, l'imperatore filosofo e stoico, trascorse gran parte del suo regno sul fronte del Danubio contro i popoli germanici – e scrisse le sue riflessioni personali.
- Commodus (180–192 d.C.) pose fine a questo periodo di splendore nel caos.
La crisi dell'Impero nel III secolo: quasi la fine
Dal 235 al 284 d.C. l'Impero visse un'epoca che lo avrebbe quasi distrutto. Circa 25 imperatori militari si sono succeduti in 50 anni – molti hanno regnato solo per pochi mesi prima di essere assassinati. Allo stesso tempo, gli Alemanni e i Goti premevano dall’esterno, i Sasanidi a est diventavano sempre più pericolosi e l’imperatore Valeriano fu addirittura fatto prigioniero nel 260 d.C. Internamente, la moneta crollò:
- il denario perse fino al 95% del suo contenuto d'argento – ne seguirono inflazione e declino economico
- Imperti speciali come l’Imperium Galliarum (260–274 d.C.) minacciarono l’unità
- Il sistema fiscale crollò, i tributi in natura sostituirono i pagamenti in denaro
L'Impero sopravvisse, ma non era più lo stesso.
Tardoantico: riforme, cristianesimo e divisione dell'Impero
Le riforme di Diocleziano
L'imperatore Diocleziano (284–305 d.C.) riorganizzò l'Impero dalle fondamenta. Il suo programma: dividere il potere, snellire l'amministrazione, professionalizzare l'esercito.
| Riforma | Attuazione |
|---|---|
| Tetrarchia | Due Augusti e due Cesari si dividevano il potere |
| Amministrazione | Circa 100 province minori, raggruppate in 12 diocesi |
| Esercito | Separazione dei poteri civili e militari |
| Economia | Editto sui prezzi (Edictum maximum) – fallito |
Costantino il Grande: una visione cambia il mondo
La vittoria sul ponte Milvio nel 312 d.C. è uno dei punti di svolta della storia europea. Si dice che Costantino abbia avuto una visione prima della battaglia: «In hoc signo vinces» (Con questo segno vincerai). Che si sia trattato di una visione o di un calcolo politico, l’Accordo di Milano del 313 d.C. portò tolleranza ai cristiani e cambiò per sempre la storia religiosa dell’Europa.
- 330 d.C.: fondazione di Costantinopoli come nuova capitale sul Bosforo
- 325 d.C.: Concilio di Nicea – prima assemblea ecclesiastica a livello imperiale
- Introduzione del solidus – una nuova moneta d’oro che rimase stabile per secoli
Teodosio, divisione dell'Impero e migrazioni dei popoli
L'imperatore Teodosio I (379–395 d.C.) fece del cristianesimo la religione di Stato (Editto di Salonicco del 380 d.C.) e vietò i culti pagani nel 391 d.C. Dopo la sua morte nel 395 d.C., divise l'impero tra i suoi figli – questa divisione fu definitiva.
L'invasione degli Unni nel 375 d.C. aveva innescato una reazione a catena. Nel 378 d.C. gruppi di Goti ottennero una schiacciante vittoria ad Adrianopoli: l'imperatore Valente cadde e circa 20.000 soldati romani persero la vita. Il sistema dei foederati (terra in cambio di servizio militare) avrebbe dovuto essere la soluzione. Non fu sufficiente.
La caduta dell'Impero Romano d'Occidente
- 410 d.C.: i Visigoti di Alarico saccheggiano Roma – per la prima volta in 800 anni
- 455 d.C.: i Vandali di Giserico saccheggiano nuovamente Roma
- Perdita di province: si perdono la Britannia, la Hispania e l'Africa
- 476 d.C.: Odoacre depone l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augustolo
Sul territorio dell'Impero Romano d'Occidente sorsero regni germanici successori – e iniziò il Medioevo.
L'Impero Romano d'Oriente: Bisanzio sopravvive
L'Oriente sopravvisse come Impero Romano d'Oriente. L'imperatore Giustiniano I (527–565 d.C.) tentò di riconquistare l'Occidente, ottenendo un successo parziale in Italia, Nord Africa e in alcune parti della Spagna. La sua eredità duratura fu il Corpus iuris civilis: la codificazione del diritto romano in 50 volumi con 4,6 milioni di parole – un'opera che influenza ancora oggi la giurisprudenza.
Nel VII secolo, le guerre persiane e l'espansione araba modificarono radicalmente l'impero. L'imperatore Eraclio (610–641 d.C.) introdusse il greco come lingua ufficiale e assunse il titolo di «Basileus». L'Impero bizantino durò fino al 1453, quando gli Ottomani conquistarono Costantinopoli.
Società, popolazione e vita quotidiana
Dietro le battaglie e le dinastie c'era la vita di milioni di persone. La società romana era gerarchica, ma sorprendentemente permeabile per gli standard dell'antichità.
Classi sociali
| Classe | Descrizione | Patrimonio / Status |
|---|---|---|
| Ordo senatorius | Senatori | Minimo 1,5 milioni di sesterzi |
| Ordo equester | Cavalieri, uomini d'affari | Almeno 400.000 sesterzi |
| Decurioni | Elite cittadine | Cariche locali |
| Plebe | Cittadini liberi | Operai, artigiani |
| Liberti | Liberti | Possibilità di ascesa sociale |
| Servi | Schiavi | 10–20 % della popolazione |
Città, cifre, vita
Al suo apice, l'impero contava circa 70–80 milioni di persone, un terzo della popolazione mondiale dell'epoca. La città di Roma superava il milione di abitanti, Alessandria ne contava 500.000, Antiochia e Cartagine oltre 200.000 ciascuna.
L'aspettativa di vita media era di 20–30 anni, soprattutto a causa dell'elevata mortalità infantile (circa il 50% dei bambini moriva prima dei cinque anni). Chi superava l'infanzia poteva tranquillamente arrivare a 50 anni o più. Il pater familias esercitava, in teoria, un potere a vita sulla sua famiglia.
Vita urbana e rurale
- Insulae: casermoni di 5-6 piani – angusti, a rischio di incendio, rumorosi
- Domus: case di città dell'alta borghesia con atrio e peristilio
- Terme: non solo bagni, ma anche sport, negozi, incontri
- Intrattenimento: il Colosseo poteva ospitare 50.000 spettatori per i combattimenti dei gladiatori, il Circo Massimo 250.000 per le corse dei carri
L'esercito come via di ascesa sociale
L'esercito rappresentava una vera opportunità per i non cittadini. Dopo 20-25 anni di servizio, i soldati ausiliari ottenevano la cittadinanza romana, documentata su tavolette di bronzo, i diplomata militaria. Le colonie di veterani ai confini romanizzarono intere regioni.
Amministrazione, economia e infrastrutture
Economia
| Settore | Significato |
|---|---|
| Agricoltura | 80% della popolazione; cereali, vino, olive |
| Estrazione mineraria | Argento ispanico (Rio Tinto: circa 20.000 kg/anno), oro proveniente dalla Dacia |
| Commercio | Commercio mediterraneo, collegamenti con l'India e la Cina |
| Artigianato | Ceramica (terra sigillata), tessuti, oggetti in metallo |
Con la Constitutio Antoniniana (212 d.C.), l'imperatore Caracalla concesse la cittadinanza a quasi tutti i liberi abitanti dell'Impero: la base imponibile crebbe da 4-5 milioni a 30-50 milioni di cittadini.
Infrastrutture: la vera eredità di Roma
- Strade: oltre 80.000 km di strade a lunga percorrenza lastricate – Via Appia, Via Egnatia e decine di altre. Molti percorsi moderni seguono ancora oggi questi tracciati.
- Acquedotti: 11 acquedotti rifornivano Roma di 1.400 milioni di litri d'acqua al giorno
- Porti: Ostia e Portus (100 ettari) come centri di approvvigionamento della capitale
- Ponti: il ponte di Alcantara in Spagna (alto 48 m) è ancora in piedi
Cultura, lingua e diritto: ciò che rimane

Architettura e ingegneria
La cultura romana era una sintesi: filosofia greca, ingegneria etrusca, tradizione italica. Il risultato fu qualcosa di unico:
- Opus caementicium: il cemento romano rese possibili cupole come quella del Pantheon (43 m di diametro) – ancora oggi in uso
- Archi e volte hanno rivoluzionato la costruzione di ponti e acquedotti
- Pompei ed Ercolano, conservate dal Vesuvio nel 79 d.C., mostrano la vita quotidiana romana con un livello di dettaglio che non si trova in nessun altro luogo
Lingua
Il latino era la lingua ufficiale in Occidente, mentre il greco dominava in Oriente. Dal latino volgare parlato nacquero nel Medioevo le lingue romanze: italiano, francese, spagnolo, portoghese e rumeno. L'eredità latina vive in ciascuna di queste lingue; in italiano, ad esempio, circa l'85% del vocabolario ha radici latine. Il latino stesso rimase in uso come lingua colta fino al XX secolo, nella scienza, nella Chiesa e nella diplomazia.
Il diritto romano: l'eredità più invisibile
- Le Dodici Tavole (451 a.C.): prima codificazione giuridica scritta
- Giuristi classici (I-III secolo d.C.): Gaio, Ulpiano e Paolo ne posero le basi
- Corpus iuris civilis (529–534 d.C.): la codificazione di Giustiniano in 50 volumi, 4,6 milioni di parole
Il BGB tedesco, il Code civil francese, l’ABGB austriaco, i sistemi giuridici dell’America Latina: tutti si basano sui fondamenti romani. Ogni volta che stipuli un contratto o vai in tribunale, ti muovi nell’ambito dell’eredità romana.
Ripercussioni politiche
| Sovrani / Impero | Legame con Roma |
|---|---|
| Carlo Magno (800 d.C.) | Incoronazione imperiale da parte del Papa |
| Sacro Romano Impero (962–1806) | Presunta continuità imperiale |
| Zar russi | Mosca come «Terza Roma» |
| Napoleone | Titolo imperiale, simbolismo romano |
Domande frequenti sull'Impero Romano

Quanto era grande l'Impero Romano al suo apice?
Sotto l'imperatore Traiano, nel 117 d.C., l'Impero raggiunse la sua massima estensione, coprendo un'area compresa tra i 5 e i 6,5 milioni di chilometri quadrati. I confini si estendevano dal Vallo di Adriano in Britannia fino all'Eufrate, dalla linea Reno-Danubio fino al Sahara. Ne facevano parte integralmente l'odierna Italia, la Spagna, il Portogallo, la Francia, il Belgio, la Svizzera, l'Austria, i paesi balcanici, la Romania, la Grecia, la Turchia occidentale, la Siria, Israele, la Giordania, l'Egitto, la Tunisia, l'Inghilterra e il Galles.
Come vivevano i bambini nell'Impero Romano?
Il diritto romano poneva i bambini sotto la tutela del pater familias. L'infanzia terminava presto: a 14 anni i ragazzi indossavano la toga virilis. La realtà variava notevolmente a seconda del ceto sociale: i figli degli schiavi lavoravano fin da piccoli, mentre i bambini dell'alta società ricevevano lezioni da grammaticus e rhetor. Giochi tipici per bambini: giochi con la palla (pila), dadi (talus), giochi da tavolo (duodecim scripta). L'elevata mortalità infantile influenzava profondamente la vita familiare.
C'era libertà di religione nell'Impero Romano?
In linea di principio, Roma tollerava diversi culti, purché fossero considerati religio licita e non turbassero l'ordine pubblico. Sorsero conflitti con le religioni che rifiutavano il culto degli dei dello Stato. I cristiani furono perseguitati in alcuni periodi: sotto Nerone nel 64 d.C., sotto Decio nel 250 d.C. e sotto Diocleziano nel 303 d.C. La svolta costantiniana del 313 d.C. portò alla tolleranza, mentre Teodosio I fece del cristianesimo la religione di Stato nel 380 d.C.
Come si poteva diventare cittadini romani?
Attraverso 25 anni di servizio nelle truppe ausiliarie, tramite liberazione da parte di un cittadino romano, tramite concessione collettiva alle città o per meriti particolari. La Constitutio Antoniniana (212 d.C.) concesse infine la cittadinanza a quasi tutti gli abitanti liberi dell'Impero, principalmente per ampliare la base imponibile.
Quali tracce dell'Impero Romano sono ancora visibili oggi?
Il Colosseo, il Foro Romano e il Pantheon a Roma. La Porta Nigra a Treviri (alta 30 m). Il Pont du Gard nel sud della Francia (alto quasi 50 m, lungo 275 m). In Germania: Xanten, la Saalburg, il Limes. Molte strade italiane seguono ancora oggi il tracciato romano – e il Rheinisches Landesmuseum di Treviri conserva una delle più importanti collezioni di reperti romani a nord delle Alpi.
Cosa c'entra l'Impero Romano con il LARP e il rievocazione storica?
Molto. L'antichità – in particolare l'Impero Romano – è uno degli scenari più popolari nella scena del reenactment a livello mondiale. Legionari, truppe ausiliarie, guerrieri celtici e germanici, mercanti nel Foro, gladiatori: la diversità sociale e militare dell'Impero offre una vasta gamma di personaggi. Chi vuole esibirsi in questo scenario ha bisogno di un equipaggiamento storicamente accurato – dalla lorica segmentata allo scutum, dalle caligae alla tunica. Da vehi-mercatus troverai abiti e accessori per rappresentazioni storicamente autentiche di quest’epoca.
Conclusione: Roma non è caduta – si è trasformata
Chi oggi passeggia per le città europee, percorre strade romane o studia leggi, si muove sull’eredità romana. L’Imperium Romanum non ha successori: ha gettato le basi. Per le nostre lingue, il nostro diritto, la nostra architettura, il nostro modo di pensare al potere e allo Stato.
Dalla fondazione di Roma alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente sono trascorsi oltre 1.200 anni. Nessun altro sistema politico dell'antichità ha influenzato l'Europa in questo modo. E la ricerca delle sue tracce continua ancora oggi – da Treviri all'Egitto, dalla Britannia alla Siria.